L’azienda/ The farm

L’azienda Vinicola Stefano Berti e’ a Ravaldino in Monte (FC) in via la Scagna 18.

Per raggiungerci:

Itinerario sia da nord sia da sud.
Sull’autostrada A14 uscita di Forlì. A sinistra seguire direzione Meldola-Santa Sofia. Dopo 7 km, prima di Meldola, alla rotonda girare a destra , in Via Monda, direzione San Martino in Strada. Dopo 1 km girare a sinistra in Via La Scagna, direzione Ravaldino in Monte. Dopo 3 km al n. 18 a sinistra c’è l’azienda.
Oppure consulta la mappa qui sotto:

mappa Az. Vin. Berti

Visualizza il percorso su Google Maps per raggiungerci:

itinerario forli'-Ravaldino in Monte

CHI SIAMO

_FAN1136
L’attuale Azienda Agricola Stefano Berti nasce nel 1963 quando i miei genitori acquistano accorpandoli due poderi a Ravaldino in Monte nelle colline vicino a Forlì, di circa 12 ettari.
Nel 1968 vengono piantati 2 ettari di Sangiovese, di cui uno attualmente è ancora in produzione e che rimarranno gli unici fino al 1985. Io entro nella conduzione dell’azienda dal 1982 con in mano un titolo di studio da perito agrario e non molte idee su come condurre i terreni, che per la quasi totalità sono seminativi. A metà degli anni ottanta grazie ad un piano di sviluppo regionale vengono fatti i primi investimenti che danno all’azienda un indirizzo viticolo- frutticolo. Viene piantata altra vigna con Trebbiano, Chardonnay e Pagadebit visto che la Cantina Sociale a cui si conferisce la quasi totalità dell’uva scommette, con ben poca lungimiranza, sul futuro del vino bianco romagnolo. Intanto nel 1986 mi sposo con Renata e si inizia a pensare di aumentare la quantità di Sangiovese che viene vinificato in proprio per essere venduto sfuso in azienda. Nella prima metà degli anni novanta viene piantata altra vigna, ancora Trebbiano, e si aumenta ancora il quantitativo di Sangiovese prodotto in proprio . Nel frattempo la frutticoltura entra in crisi e si estirpano peschi e ciliegi per lasciare posto ad altra vigna, questa volta Sangiovese, e si innestano le più recenti vigne di Trebbiano sostituendole con altro Sangiovese e un po’ di Cabernet Sauvignon. Nel 1997 a gennaio nasce Clara e l’azienda punta decisamente verso la viticoltura ma non ancora verso una produzione di vino di qualità anche se si intuiscono le potenzialità dell’uva e del vino prodotti. I redditi però cominciano a scendere, la crisi dell’agricoltura non è più un fatto episodico ma strutturale e si capisce che occorre una nuova idea per poter andare avanti. La soluzione arriva FAN_8463bis

quando leggiamo, su una rivista non di settore, la storia di Michele Satta, un vignaiolo di Castagneto Carducci, che da Varese si era trasferito in quella zona famosa in tutto il mondo per il Sassicaia ed era diventato uno dei più bravi produttori della zona, allora gli telefoniamo per incontrarlo e per chiedergli di sé e della sua avventura nella speranza ingenua che la cosa fosse ripetibile anche a Ravaldino in Monte. Michele si rende disponibile diventiamo amici e viene in Romagna diverse volte, porta con sé anche l’enologo Attilio Pagli e insieme si progetta per la vendemmia del 2000 la produzione di due vini DOC, il Calisto selezione delle uve migliori affinato in legno e il Ravaldo II° vino. Da allora la produzione è sempre aumentata per arrivare nel 2004 a circa 30.000 bottiglie. Sicuramente il lavoro da fare è ancora tanto e le difficoltà non mancano ma per fortuna la natura non ti finisce mai di stupire regalando sempre delle novità e dei cambiamenti per cui i vini sono ogni anno diversi ma sempre veri, frutto del lavoro e della passione della nostra famiglia.

Story of Stefano Berti’s Winery

DSC08658

Stefano Berti’s Winery was created in 1963 when my parents bought two holdings of 2 hectares in Ravaldino in Monte on the hills near Forlì. In 1968 two hectares of Sangiovese vineyards were planted and grown until 1985 (one of these original vineyards is still productive). I took part to the management of the farm in 1982 as an agriculturist but, at the very beginning, I had no idea on how to manage the wine farm and most of the land was fit for sowing. In the half of 80’s, thanks to a regional development plan we made the first investments on the fruit and wine farm (for production of grapes, peaches, cherries and olives).  We also planted another vineyard with Trebbiano, Chardonnay and Pagadebit vine species, because, at that time, most wine was produced for the local wine growers’ cooperative and the white wine of Romagna was  not considered so much.  In the meantime,  in 1986 I got married to Renata and started thinking about the chance of increasing the quantity of Sangiovese wine in order to sell it directly to final clients.  In the first half of the nineties we planted another vineyard of Trebbiano quality and increased the quantity of Sangiovese to be sold to our private clients. Meanwhile, the fruit-growing underwent an economic crisis and we started pulling out peach and cherry trees in order to plant new vineyards, such as Sangiovese and the more recent Trebbiano plants as well as Cabernet Sauvignon. In January 1997 my daughter Clara was born so that we decided to improve the investments on our farm as a specialized wine farm: in that period we had already considered the quality features of our grapes and wine but we did not produce a higher quality yet. However, our incomes started decreasing because of the national agriculture crisis. The crisis was not sporadic but structural, so we understood that it was absolutely necessary to have new ideas in order to go on with our farm production and business.  We had a new idea while we were reading an ordinary magazine (not technical) and an article about Mr Michele Satta, a vine-dresser of Castagneto Carducci, who had moved from Varese to that area because it was famous worldwide for the Sassicaia wine. Mr Satta had become one of the best wine growers of the area. That’s why we decided to call and meet him in order to know if, in his opinion, it was possible to repeat the same successful experience in Ravaldino in Monte. Michele accepted our invitation and we become big friends. He came to Romagna many times with the wine-making expert Attilio Pagli. We planned together the grape harvest of 2000 as well as the production of two DOC wines, the Calisto quality produced from the best grapes and the Ravaldo II wine. Since then our wine production has been increasing up to about 40.000 bottles in 2004. We know that a lot of work has still to be done and we’ll have further difficulties to face in the future but, luckily, nature never ceases to amaze us with experiences and changes. Every year wines are different but genuine, thanks to our family’s work and passion.