Archivi del mese: maggio 2013

Splendidae mendax ( ovvero sui vini naturali)

Proprio ieri mi è arrivato un invito di Porthos Enologie a partecipare ad un incontro a Milano dal titolo quanto mai chiaro:”I vini naturali”. Io di solito sono piuttosto calmo e tendo a non reagire d’impulso ma adesso questa storia mi ha un po’ seccato (rotto, stancato, alterato, irritato). L’aggettivo “naturale” deriva dal termine “natura” che come da definizione del vocabolario Treccani significa “il sistema totale degli esseri viventi, animali e vegetali, e delle cose inanimate non capisci un tuboche presentano un ordine, realizzano dei tipi e si formano secondo leggi”. Quindi una volta che siamo d’accordo su questa cosa, direi piuttosto inconfutabile, non mi sembra che al prodotto vino possa essere accostato l’aggettivo “naturale”, oltretutto mi sembra che già al vigneto sia impossibile attribuire questo titolo visto che per la sua realizzazione è assolutamente necessaria la mano dell’uomo, quindi se non possiamo chiamare così l’uva non vedo perchè dovremmo farlo col vino che è un prodotto derivato. A questo punto vorrei quindi rivolgere un appello e fare contemporaneamente una minaccia: invito a non aggettivare più il vino come “naturale”, chiamatelo biologico, biodinamico, ultraterreno, spirituale, cosmico, originario, sincretistico, figlio della terra, selvaggio, libero, gaio, etc … insomma usate la fantasia come più vi piace. La minaccia invece è che chi non seguirà questo mite e amichevole consiglio sarà denunciato al Gran Giurì dell’Accademia della Crusca per vilipendio e grave offesa della lingua italiana e per uso e abuso di termini impropri con l’aggravante di concorrenza sleale violenta e continuata a danni di terzi. Non stiamo scherzando e non dite che non vi avevamo avvertito.

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18 maggio 1986, just married

married

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?

Mentre aspettiamo che dopo il nostro primo (tardivo?) trattamento anticrittogamico la peronospora flagelli i nostri vigneti, come la peste il popolo nei Promessi Sposi, e che l’oidio si abbatta sui nostri grappoli, come la mannaia sul collo del condannato, urge fare un’importante comunicazione di servizio: quando quest’anno in autunno correrete curiosi in libreria per comprare le _FAN1136nuove guide dei vini ( di solito le cinque o sei più importanti si comprano tutte facendo un piccolo mutuo in banca)  e ansiosi andrete subito a cercare l’azienda agricola Stefano Berti per sapere quali sono stati i giudizi dei curatori sulle nuove annate in uscita, se ci siamo meritati dei Tre Bicchieri, dei Cinque Grappoli, delle Chiocciole o delle Stelle e con grande stupore vi accorgerete che non ci siamo, non vi preoccupate e non cadete nello sconforto, siamo ancora vivi e lottiamo insieme a voi, semplicemente abbiamo deciso di non mandare più i campioni di vino per gli assaggi a tutte le guide dei vini che come ogni anno, ad iniziare da 2000, li avevano richiesti. Vogliamo essere chiari e dire che non siamo in polemica con nessuno, anzi ringraziamo tutti i curatori che in questi tredici anni si sono presi la briga di assaggiare i nostri vini e di darne un giudizio il più possibile oggettivo: vorrei citare Fabio Giavedoni, che fu il primo a venire in azienda a conoscerci e a presentarsi, Francesco Falcone, che quando venne qui non aveva ancora mai messo il naso in una vasca in  fermentazione, Simone Zoli, che aprì il Don Abbondio quando anche noi si cominciava, Luigi Veronelli, che la prima volta che chiese i campioni voleva pagarli, e poi ancora il Masna, Giorgio Melandri, Remo Camurani, Andrea Spada e tanti altri che ora mi sfuggono. Diciamo che dopo tredici anni questo gioco non ci diverte più come all’inizio e quindi pensiamo che sia giusto lasciare il posto ( le pagine?) ad altri che hanno ancora voglia di divertirsi. Quindi, alla fine, la sostanziale tragica conseguenza di questa nostra decisione è che se qualcuno ancora vorrà sapere come sono i nostri vini dovrà rischiare di suo, andare a comprarsi una bottiglia e ficcare personalmente il naso nel bicchiere accollandosi la pesante responsabilità di dire se  gli piace o non gli piace, se valeva o non valeva la pena di spendere quel pugno di euro in un vino di Berti.

Vini ad Arte 2013 again

Vini ad Arte 2013 by bertiste
Vini ad Arte 2013, a photo by bertiste on Flickr.

Vini ad Arte 2013

_FAN0850bisSi terrà dal 5 al 6 maggio 2013 presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza l’ottava edizione di “Vini ad Arte”. Quest’anno gli organizzatori, che ricordo sono il Convito di Romagna e il Consorzio Vini di Romagna, hanno deciso di dedicare la prima giornata a tutto il pubblico dei comuni mortali dalle 15 alle 19,30 con un banco unico gestito dall’AIS e dal Consorzio Vini di Romagna, mentre il lunedì sarà la giornata dedicata al pubblico professionale e ai giornalisti con la presenza in carne ed ossa dei produttori. Anche noi ci saremo col Bartimeo, che ha già in etichetta la menzione geografica “Predappio”, col Ravaldo e con l’anteprima del Calisto Riserva 2010.