Archivi del mese: febbraio 2012

Va a finire che il Ministro Catania quatto quatto riesce davvero a far passare l’Art. 62

… ieri sera alla Commissione Industria del Senato l’art.62 del decreto liberalizzazioni, è passato quasi indenne attraverso il fuoco tutt’altro che amico degli emendamenti presentati dai parlamentari sensibili alle ragioni della Gdo. Resta la forma scritta del contratto (per evitare che si cambino le carte in tavola) come prevedono, tra l’altro i regolamenti europei, e restano i termini di 30 e 60 giorni (rispettivamente per i prodotti freschi e conservati) con l’unica differenza che si contano dalla data di presentazione fattura (non dalla data di consegna della merce). Unica concessione: le nuove regole entrano in vigore tra sette mesi e questo anche per dare il tempo al Mipaaf di preparare un decreto applicativo a prova di qualsiasi obiezione e di qualsiasi ricorso. Perché la Gdo venderà cara la pelle. E lo ha confermato stamattina lo stesso ministro Catania che, annunciando al workshop di Ismea e Unioncamere su “Credito & Agricoltura” il buon esito del voto in Commissione (domani il testo va in aula) non ha nascosto le sue preoccupazioni e ha rivelato alcuni particolari molto istruttivi sull’iter parlamentare dell’art. 62: “Quando ho visto la reazione dei lobbisti della Gdo,  Federdistribuzione e Lega Coop, mi sono davvero allarmato. Se fosse passato quell’emendamento sul “diverso accordo tra le parti” tutto il potenziale innovativo della riforma, forma scritta e termini perentori di pagamento, sarebbe stata cancellata. Debbo confessare che ho fatto un gran lavoro: ho parlato e riparlato con il relatore e con tutti i membri della Commissione di Palazzo Madama. E rifarò lo stesso alla Camera”. “Non sono un nemico della Gdo” conclude Catania “ma il mio compito è difendere i produttori agricoli in una fase difficile dell’economia. Se sono vere le cifre che ha fornito Conad l’art.62 libera 3 miliardi di euro di cash flow a vantaggio dei fornitori agricoli. Per questo vigilerò anche alla Camera”.

By Gambero Rosso

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‘E nata l’Accademia degli Alterati

Anch’io da questo piccolo pulpito vorrei dare il massimo risalto alla nascita dell’Accademia degli Alterati, piccolo gruppo di simpatici sciamannati in vena di cazzeggio libero e libero pensiero, complimenti !

Il vino simile ad un feto

“… ma già nel 1997 sperimentai la gestazione del mosto in anfore georgiane, trattate con cera d’api e interrate come si fa da cinquemila anni.

Il vino simile ad un feto ha bisogno del ventre materno, di un utero per poi passare in grandi botti, crescere nell’arco di sette anni e continuare a viverne in bottiglia altri quarantanove. Mettere prima il vino nell’anfora permette a questo di respirare e fermentare alla temperatura costante della terra, senza l’aggiunta di lieviti che equivalgono ad una fecondazione artificiale.

Se la vite sta alla terra il vino sta alla terracotta, all’anfora e quindi ancora alla terra.”

Così parlò Josko.

 

Sangiovese,figlio di un territorio ideale

Una bella intervista di Francesco Falcone a Maurizio Castelli di cui non mi ero accorto e che invito a leggere per intero, una gran bella lezione sul Sangiovese.

“…
FF: mi racconta cos’è il sangiovese per lei? 



MC: il sangiovese è un vitigno antico, estrusco, generoso, che occorre tenere a bada, che va fatto soffrire più di altre uve: solo così può dare qualità. E’ sensibile ai cambi di direzione, di esposizione, di suolo; vive in stretta simbiosi con il proprio terroir, ma proprio per questo ne è profondamente condizionato. Un po’ come il pinot nero in Borgona e il nebbiolo nella Langhe (dove però da secoli esistono vini da monovitigno e dunque una serie di cloni e di studi pronti a sostenere qualsiasi scelta agronomica), dona vini piuttosto austeri nei profumi (che si arricchiscono nella fase terziaria della loro vita) e ha poca stabilità nel colore, un fattore che lo predispone a invecchiamenti precoci. In un periodo in cui il modello di riferimento mondiale era quello bordolese, soprattutto negli anni 80/90, questi limiti (se di limiti si può parlare) sono stati colmati accompagnandolo con uve dotate di più intensità olfattiva e di maggiore stabilità colorante. 



FF: nel Chianti Classico può offrire risultati sensazionali, è la storia che ce lo insegna. Tuttavia il numero di Sangiovese in purezza è ancora limitato. Come mai? 



MC: senza dubbio questa varietà ha grandi esigenze agronomiche e impone una notevole disciplina nella gestione. Su colline come quelle del Chianti Classico può dare risultati straordinari sia sul piano della finezza di espressione (la florealità e la mineralità dei profumi), sia dal punto di vista tannico (per intensità, ritmo e grana), sia in termini di longevità (in alcuni casi eccellente). Ma tutto ciò si ottiene solo a prezzo di cure scrupolose, frequenti e diverse da vendemmia in vendemmia. …”

Ministro tieni duro !

Duro attacco del ministro delle Politiche agricole Mario Catania al fronte della grande distribuzione organizzata, schierato nell’affossare le norme del pacchetto agroalimentare contenuto nel decreto liberalizzazioni. “Sono basito e preoccupato – ha detto Catania incontrando i giornalisti – c’è in atto un duro attacco a queste norme soprattutto relativo all’obbligatorietà dei pagamenti a 30 e 60 giorni. Non capisco come chi incassa cash tutti i giorni possa essere contrario a pagare in tempo”. Oggetto del contendere, le norme relative ai rapporti commerciali all’interno della filiera agroalimentare, contenute nel dl liberalizzazioni. Novità salutate positivamente dai produttori e dalle imprese della trasformazione. Contro l’art.62 si era invece schierata fin da subito la Gdo ritenendolo “inapplicabile”. “La grande distribuzione si è mossa armi in pugno per far saltare l’articolo e non so come andrà a finire. Sono preoccupato – ha detto il ministro a margine di un incontro – vedo già reazioni da parte di alcune forze politiche. Ma è una battaglia importante e sono determinato a combatterla fino in fondo”. “C’è un tentativo in atto – ha proseguito Catania – di spazzare via principi equi e sacrosanti come il diritto ad avere contratti scritti nelle transazioni commerciali e a essere pagati entro certi termini. Sono soprattutto le piccole e medie imprese dell’agroalimentare ad essere strozzate dalle condizioni poste dalla Gdo. Avrò un incontro con quest’ultimi la prossima settimana, non rinunzio certo al confronto ma il loro atteggiamento mi delude fortemente, osteggiare con tanta veemenza principi elementari come il contratto scritto e termini di pagamento entro 30 o 60 giorni. Eppure – ha proseguito – quando andiamo a fare la spesa dobbiamo tutti pagare subito, mi sembra un’opposizione che vuole solo difendere nicchie di rendita”.

Anche noi nel Guinness dei primati

Finalmente dopo un lunghissimo lavoro di preparazione nella notte fra il 10 e l’11 febbraio si sono create le condizioni ottimali per ottenere il tanto atteso risultato : nella vasca n.12, senza ausilio di mezzi artificiali, sono stati ottenuti 6475 litri di granatina al Sangiovese di Romagna DOC, cifra che permette all’Azienda Agricola Stefano Berti di entrare a pieno titolo nel Guinness dei Primati in quanto il record precedente era di 3250 litri ed era stato ottenuto nell’inverno del 1985 con del pessimo Lambrusco di Sorbara già in odore di aceto. Le 32375 porzioni dell’ottima granatina al Sangiovese saranno poi distribuite gratuitamente presso lo stand dell’azienda in occasione del prossimo Vinitaly 2012 a Verona dal 25 al 28 marzo. Si ringraziano tutti quelli che hanno collaborato alla relizzazione dell’impresa, in particolare al blizzard che soffiando tutta la notte, più di tutti ha lavorato per il conseguimento del record.

Notizie sportive

 Si sono svolti ieri a Ravaldino in Monte i campionati mondiali di “Quanta neve hai sul trattore ?”. Dopo un’intera giornata di tormenta il vincitore è risultato il Landini 85GT DT guidato da Stefano Berti, che ha regolato in finale gli altri 50 partecipanti provenienti da ogni parte di Ravaldino. Prossime gare del circuito Sant’Agata Feltria, Predappio Alta, l’Aquila, Campobasso e Roma.