Archivi del mese: agosto 2011

Consigli per combattere il caldo torrido

Se fuori ci sono 38° all’ombra forse è il momento di fare quel lavoro in magazzino ( 19° fissi) che hai sempre rimandato.

Se il Sangiovese lo pianta il francese

Se il mondo dell’enologia punta forte sulla riscoperta dei vini da vitigni autoctoni in purezza, gli appassionati non sembrano essere così “integralisti” in questo senso. Almeno secondo il sondaggio on-line della rivista Decanter, che ha chiesto ai lettori se i coltivatori facciano bene, o meno, ad impiantare varietà diverse da quelle autoctone. Lo spunto viene dalla notizia di alcuni vigneron del sud della Francia, che hanno deciso di puntare sul Sangiovese, varietà tanto cara alla viticultura del Centro Italia. I naviganti inglesi sembrano avere le idee chiarissime su questa “globalizzazione” in vigna: quasi la metà di loro (il 48%) crede che una percentuale di vitigni internazionali sia del tutto accettabile, a patto che non vada ad influire sul carattere di un terroir; il 38% di loro, invece, ritiene sì che non ci sia niente di meglio dei vitigni autoctoni, ma pensa che sia giusto che i vignaioli coltivino ciò che vogliono, mentre solo il 14% ritiene che il Sangiovese coltivato in qualsiasi Regione che non sia la Toscana sia un vero e proprio abominio. Insomma, una piccola percentuale di vitigni internazionali in un vigneto non può scalfire l’unicità di un territorio. Un concetto che vale anche per il vino, che del vigneto è figlio?

By Winenews

Usi alternativi del vino

“L’anno scorso aveva coltivato una pianta di girasole nutrendola con il vino rosso e facendola crescere fino a tre metri. Quest’estate ha battuto il suo record personale e ne sta coltivando un’altra che ha già toccato quota 3,70 metri e sembra destinata a crescere ancora. Il coltivatore è Gianluigi Pettenuzzo, un pensionato di 63 anni di Sospiro (Cremona) con la passione per il giardinaggio. La pianta, con due fiori di girasole, sta crescendo rigogliosa nel giardino dietro la sua villetta di via Donatori del Sangue, dove vive con la moglie Antonietta Marsella, ex bidella storica dell’asilo. “Sto nutrendo la pianta con il vino rosso da tavola che bevo abitualmente durante i pasti”, ha detto il 63enne. “Se il temporale che dalle nostre parti segna abitualmente la fine dell’estate dopo ferragosto non rovinerà questo splendido esemplare di girasole, spero di portarlo fino a un’altezza di quattro metri”.

Se il Sig. pettenuzzo invece che bere vino da tavola avesse bevuto vino DOC chissà quanto sarebbe cresciuta !