Degusto con gusto, cui prodest ?

La manifestazione di ieri sera a Bagnacavallo è la dimostrazione lampante che non basta “una splendida cornice” per fare una splendida manifestazione, senza ovviamente nulla togliere all’impegno di Mondini e dell’AIS. Non sarà forse il caso di ripensare all’utilità di certe manifestazioni ? E poi soprattutto a chi servono ?

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4 risposte a “Degusto con gusto, cui prodest ?

  1. Stefano,
    quando qualche tempo fa cominciai ad imbottigliare i miei prodotti (sono già passati 7 anni!), di queste manifestazioni ce n’erano molte meno. Io stesso non vedevo l’ora che ce ne fosse qualcuna per proporre i miei prodotti, presentarmi come nuova cantina e scambiare le opinioni con gli appassionati. L’interesse di questi ultimi era effettivamente molto più alto; volevano sapere i dettagli della compsizione delle uve, i sistemi di vinificazione etc etc (si mettevano a ridere quando dicevo che nella mia cantina non avevo la 380 V, no avevo nemmeno la pressa e il frigo per refrigerare i mosti, che facevo tutte le follature manuali, no T° controllata – oggi va di moda, è “in”) mentre ora ho notato, purtroppo, un disinteresse generale, come se queste persone tutt’un tratto abbiano smesso di bere vino. Io penso che per attirare nuovi appassionati bisognerebbe collocare queste manifestazioni in luoghi dove molte persone non hanno la possibilità di bere i ns. vini abbinate ai ns. cibi.
    Mi viene in mente, che so, l’estate in un luogo turistico della ns. riviera con i produttori tutti riuniti (la vedo dura però alla fine di luglio dare in degustazione vini tipo il Prima Luce 2007 o il Burson etichetta nera di Longanesi 2006) oppure farne solo una unica in un anno e tutto il resto stop.
    C’è “Enologica”?
    Bene, ma non facciamola sempre e solo a Faenza, che poi i visitatori, alla fine, son sempre gli stessi…cambiamo luogo, cerchiamo, forse, una ventata di novità….perchè stare per delle ore a parlare fra di noi aspettando che venga qualcuno a chiedere un bicchier di vino; beh, sinceramente, preferisco farlo davanti ad un bel piatto di tagliatelle con il ragù e il vino bercelo fra di noi che alla fine è uguale.
    O no?
    Hai qualche idea?

  2. In riviera c’è tramonti di vino a rimini. poi ci sono le tappe itineranti della guida romagna da bere e poi c’è n’è di ogni e in ogni luogo. manca solo chi beve, perchè ora siamo a 47 litri pro capite dai 110 di inizio secolo. sembrerebbe, fatti un paio di conticini della serva, che bevano* solo le classi dei nati tra il 1945 ed il 1985. I nati prima non possono più bere(come non possono più fare altre cose) avendone comunque voglia, i nati dopo hanno tante voglie, di vino no però perchè gli preferiscono le bionde (birre). bisognerebbe quindi far tornare, o meglio far iniziare, costoro a bere vino..anche perchè non so quanto ancora potremo resistere, noi nati negli anni 50, a sostenere da soli tutto il peso del consumo di vino.
    * bevano= attenzione alla pronuncia: voce del verbo bere tutti i giorni, da non confondersi con l’omonima area di sosta autostradale nei pressi di bologna.

  3. di queste delusioni ne ho parlato anch’io e diverse erano le razioni. tra poco trarrò delle conclusioni.
    forse volete dire anche voi la vostra?
    mi farebbe onore.

  4. razioni? delle “K” ne ho avuto abbastanza. parli di altre?

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