Archivi del mese: dicembre 2010

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Natale 2010

Leonardo Conti, dove sei?

Vorrei oggi ricordare la figura di un eroe dei nostri tempi, una persona come noi che però è  capace di grandi gesti in circostanze estreme: Leonardo Conti, enologo toscano. Quest’uomo ieri venerdì 17, con le previsioni meteo che mettevano freddo e neve, è partito all’alba dalla nativa Toscana per il suo consueto giro di consulenze per l’Emilia Romagna, sprezzante del pericolo ma consapevole che la sua assenza avrebbe prodotto danni irreparabili all’intera produzione vinicola emiliano romagnola e soprattutto turbe psichiche nei produttori, già di solito piuttosto instabili . Leo come sempre ha assaggiato di tutto, da lambruschi ancestrali a sangiovese ridotti, da albane ossidate a chardonnay molli, da merlot sovraestratti a cabernet surmaturi, da trebbiani morti a pagadebit ultra acidi. Non contento di questa già pesante mole di lavoro in ogni cantina ha raccolto tanti campioni degli stessi vini per poi riassaggiarli con calma una volta tornato a casa. Terminato il suo giro è poi ripartito verso la A1 ma appena superata Bologna si è trovato coinvolto in un mostruoso blocco del traffico. Ora purtroppo non abbiamo più notizie, ma alcuni testimoni dicono di averlo visto mentre con una doga di botte in mano cercava di difendere i campioni di vino dall’assalto di camionisti polacchi e bulgari desiderosi di scaldarsi nella fredda notte autostradale. Un tale gesto di eroismo non può certo passare innosservato e noi per questo chiediamo a gran voce alle istituzioni competenti che a Leo venga assegnata la cittadinanza onoraria di Dozza, luogo simbolo dell’enologia emiliano romagnola, quale ringraziamento per la sua dedizione e la sua abnegazione. Se poi qualcuno avesse notizie fresche del suddetto è pregato di comunicarcele. Grazie.

Da quanto tempo non vedevi un “pagherò” ?

Erano anni, più o meno una trentina, che non mi capitava fra le mani una cosa del genere. Probabilmente l’ultima l’avevo vista  a scuola, all’Istituto Agrario, durante le lezioni di estimo e contabilità e poi da allora più niente. Invece all’improvviso come dal nulla cosmico riappare la famosa cambiale, detta più amichevolmente “pagherò”, emessa da un cliente per far fronte ad una mia fattura di otto mesi fa del valore di ben 214 euro. Ora tutto di male si potrà dire degli enotecari ma non certo che manchino di fantasia: finalmente dopo anni di assegni post-datati, protestati, ricevute bancarie insolute e bonifici mancati una bella cambiale è quella novità che aspettavamo e che ci riempie l’animo di gioia.