Promemoria per un rilancio aziendale

  1. Convertire l’azienda al biologico, anzi al biodinamico, meglio ancora, per minimizzare l’impatto umano sulla natura, non fare niente e sperare che a novembre magicamente le botti siano piene di buon vino; per questo contattare al più presto la Fata Turchina. Vendere anche tutti i trattori ed acquistare una bella coppia di somari bolsi dall’amico Antonio.
  2. Vendere tutte le barriques e i tonneaux a favore di botti grandi, 300 ettolitri minimo, possibilmente di rovere di Slavonia ( telefonare a Cristiano) proveniente da boschi equi e solidali: se non si trova niente del genere meglio vasche in cemento anni sessanta che il vintage è sempre di gran moda.
  3. Fare vini freschi, freschissimi, taglienti, poco colorati e poco alcolici, senza solforosa aggiunta. Ricordarsi che un po’ di riduzione è sempre apprezzata. Se proprio si deve fare una chiarifica utilizzare uova di giornata di galline nostrane allevate a terra nella riserva naturale di Sasso Fratino.
  4. Smettere di fare lo chardonnay che non è autoctono e quindi non viene buono e non è degno di essere nominato nelle guide. Meglio sarebbe abbattere la vigna ma  se proprio non si resiste alla tentazione occorre macerarlo sulle bucce almeno sei mesi. Se poi l’acidità volatile rimane sotto 1 gr/l alzarla con dell’aceto balsamico di Modena IGP ( telefonare Alberto per consigli).
  5. Mettere in produzione almeno un vino frizzante a base sangiovese, possibilmente rosato, con un bel perlage ed un affinamento sui lieviti di almeno dieci anni. Il nome potrebbe essere o Bollivese o Sangiollicine ( telefonare all’Accademia della Crusca ).
  6. Praticare a ristoratori ed enotecari sconti in merce che siano veramente interessanti: per esempio un bel 5+10 sarebbe molto più allettante e convincente del classico ed ormai obsoleto 5+1. Emettere i pagamenti con ricevuta bancaria senza spese e con scadenza a 365 giorni fine mese per non avere sulla coscienza la chiusura dell’attività di un cliente a causa delle nostre richieste di pagamento  eccessivamente assillanti.
  7. Quando, nel giro di qualche mese, l’azienda girerà al meglio, vendere al primo che  offre una cifra ragionevole e comprare una bella tenuta sull’Etna, l’unico posto nel mondo dove se fai un vino sei poi sicuro di venderlo, magari sulla linea di discesa dell’ultima colata lavica per avere una vera mineralità e fare un vino finalmente estremo ed eroico. Telefonare all’amico Frank  Cornelissen per le dritte del caso.
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14 risposte a “Promemoria per un rilancio aziendale

  1. Pingback: Principi di management agricolo. « John Maynard

  2. Meraviglioso, ti stimo una cifra.
    🙂
    Luk

  3. Un piano di marketing perfetto, ma ora che l’hai messo in rete te lo copieranno tutti e quindi, te ne serve subito un’altro. Intanto auguri!

  4. Stefano, ti sei dimenticato che per arare la vigna (come si faceva una volta) ci vuole una bella coppia di buoi (rigorosamente di razza romagnola). I cavalli “tirano” poco.

  5. Le vasche di cemento ce le ho…molto trandy….vino frizzante ce l’ho ..Lambro ,però non puzza e ha corpo và bene lo stesso?…sconti a ristoratori..mi offro sempre come lava piatti in cambio del vino che gli do…per quanto riguarda i lavori in vigna ,mio nonno diceva che tirava di più un pelo di qualche cosa che un carro di buoi…ecco dove sbaglio.La tenuta ce l’ho a Frassinoro a 1000 mt però senza vulcano.Fino qui tutto ok però non ho capito dove devo mettere il corno di bue pieno di letame,Maestro fammi un disegno così capisco meglio
    P.S.sono uscite tutte le guide siete contenti eh….:):)

  6. questo post surreale è molto divertente e certi aspetti sono vicinissimi alla realtà (almeno penso).
    Però poi sfogliando le guide vedo che il sangiovese più premiato è Michelangiolo, non proprio esempio di vino tagliente, poco colorato e alcolico..allora forse non è che sia sufficiente fare un vino buono?

  7. @ Sangio
    Caro Sangio se sfogli bene le guide o megilo la guida per eccellenza tipo il Gambero,non solo l’ultima ma magari le ultime tre annate ,noterai che i Sangiovese premiati sono circa sempre quelli e sopratutto sono come dici tu poco conformi al trend attuale;poco colore alcol misurato acidità alta poca barrique…mentre se leggi le schede dei vini non premiati noterai che alcuni vini vengono bacchettati del troppo alcol del troppo legno e così via.
    Due pesi due misure ,non sò e non credo, io ci capisco poco anche perchè rosico :):):) molto a non esserci,è la guida che tutti abbiamo sempre acquistato letto e anche sognato . Invidio non poco il Maestro ..Fare un vino buono penso sia quello che cerchiamo tuttti ,magari qualche anno ci riesce meglio di altre volte ,però la voglia è quella .io ti lancio anche una provocazione “è sufficientemente buono un vino premiato dalle guide?”
    Seconodo il mio modesto parere è si come ci sono altri vini buoni uguali o quasi non premiati.
    Ciao Gian Paolo

  8. Buonasera Gian Paolo,
    riprendo la tua provocazione “è sufficientemente buono un vino premiato dalle guide?” e provo a rispondere secondo il mio pensiero: è sufficientemente buono un vino considerato buono dal proprio artefice?
    Io credo di sì, cioè vorrei che prima di tutto ogni produttore credesse ciecamente nei propri vini, li amasse e li bevesse.
    Non si può sentire “la mia riserva l’ho bevuta un mese fa ed era diversa”; un mese senza ascoltare la propria creatura?
    Se ogni produttore fosse realmente convinto di ciò che fa, la guida per eccellenza tornerebbe ad avere il compito per la quale fu concepita, essere un valido strumento di descrizione di vini italiani.
    Il mercato dei consumatori ha già voltato le spalle a queste edizioni, non considerando più i premi un valore aggiunto al momento dell’acquisto di una bottiglia.
    Vediamo se anche i produttori lo capiranno..
    cordialmente
    sangio

    • @ Sangio
      “….Il mercato dei consumatori ha già voltato le spalle a queste edizioni, non considerando più i premi un valore aggiunto al momento dell’acquisto di una bottiglia…..”
      Mica tanto hanno voltato le spalle a tali edizioni.
      Proprio questa settimana il mio bravo rappresentante, mi ha confessato che un’enotecario della riviera gli ha appena ordinato tutti i vini che hanno guadagnato i 3 bicchieri di altre aziende da lui rappresentate. Solo quelli eh!
      E poi basti pensare ad alcuni produttori locali che vengono premiati, guarda a caso gli unici vini che terminano sono quelli; gli altri (alcuni magari migliori) li hanno ancora in cantina….
      Solo coincidenze?

  9. un produttore ama sempre i propri vini come un padre ama i propri figli,io li giudico anche molto severamente perchè pretendo tanto da loro e pretendo tanto da me quanto li faccio dalla vigna alla bottiglia.Le tue considerazioni sulle guide sono giuste e le approvo in toto però secondo me contano ancora molto a livello di immagine.ciao Gian Paolo

  10. ..e spero che contino sempre! Dai su allargate le vostre vedute, nella lista dei 3 bicchieri del gambero ci sono quest’anno: 1 sangiovese superiore, 2 affinati in botte, 4 affinati in barrique; uno di questi prodotto in alta collina, uno dal coloro cupo, uno molto tannico, uno molto morbido.
    Tutti comunque buoni sangiovese.
    La guida Slow Food ha dato la chiocciola a 3 aziende (Vigne dei boschi, Francesconi, Zerbina) che producono vini da stili molto differenti tra loro.
    Partendo dal presupposto che qualsiasi degustatore e/o giornalista non ha la verità in bocca, non è molto più semplice ammettere che i vostri vini forse a queste persone non piacciono? Al di là di stile, barrique, alcol, metodo di vinificazione?

  11. Ahia Sangio ….qui sotto sotto ci covi qualcosa non è che tu poi ??!!!Se vuoi la cosa bella ,è qualche guida ti da il massimo o quasi e altre/a non ti considera o quasi come la giudichi questa?Al di là di barrique stile e quello che vuoi ,io l’ho scritto e te lo ripeto “io ci rosico” e non poco a non esserci- se vuoi rileggi i commentiu che ho scritto- oppure prendi le diverse guide Emila romagna da bere AIS slow food,espresso e GAMBERO ROSSO( non ci sono 😦 😦 e poi guarda i giudizi che riguardano me oppure i miei amici romagnoli qui sopra ,oppure prendiamo le bottiglie premiate e ci troviamo e le beviamo alla cieca con loro.
    Ciao Gian Paolo

  12. ..tu poi cosa? scusa ma non sono molto malizioso e non capisco cosa vuoi intendere!
    Le differenze tra le guide evidenziano quel che ho scritto prima: i degustatori non sono dei maghi, anzi…
    Non posso giudicare perchè non so chi sei e quali vini produci.

  13. Sangio tranquillo,mi piace scherzare e dalle tue parole magari si poteva “celare” un curatore di una qualche guida…stavo scherzando appunto!!! Bene allora quando vuoi potrai giudicare i miei vini e per sapere chi sono basta che “clicchi” sul mio nome anzi potremmo trovarci in romagna con i Romagnoli Doc- Maestro Berti e grande Succi – con vini da bere insieme…cosa dici ti piace?ciao Gian Paolo

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