Il “km 0” ha un po’ rotto

Il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan:  Il km 0 è un’invenzione straordinaria!   Immagino che il Sig. Galan a casa sua non abbia vino in magazzino da vendere .

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5 risposte a “Il “km 0” ha un po’ rotto

  1. Il km 0 e’ una bella iniziativa che non danneggia nessuno e non genera vantaggi, se non marginali per i consumatori, pochi e molto sfaccendati che ne approfittano. Galan ha due problemi e si chiamano entrambi Zaia. Che con la storia del km 0 ha fatto bella figura, cosi’ come la vuol fare Galan. Vedo un maggiore impatto per i GAS o gruppi di acquisto solidali, che il 50% del prezzo al consumo resti alla distribuzione (vedi dati ISMEA) e’ vero, ma non riesco a immaginarmi INA soluzione magica per il problema.

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  2. La cosa più bella del km zero è che i soldi vanno al contadino, punto.
    Non se li intascano quei mangiapaneatradimento dei commercianti o, ancora peggio della grande distribuzione.
    Come si fa a comprare un kg. di pesche supponiamo a 2 € al negozio, quando ai frutticoltori danno 30 cents? Ditemelo voi! Preferirei pagarle 2 € ma che quei soldi andassero tutti al contadino, questa è la cosa bella.
    Ma ci pensate? Non più tardi di 10 -15 anni fa i contadini si beccavano 7-800 £/kg per le pesche e 1200/1500 £/kg per le albicocche, in piazza al max le si pagavano 2000 £ le prime e 3000£ le seconde (anche perchè, in caso di prezzi più alti, la gente anzichè comprarle le tirava in testa al rivenditore); oggi se vai in un posto turistico un pò “in” sei capace di pagare le pesche 3,5 €/kg (7000 delle vecchie lire) ma i contadini non prendono gli stessi soldi di allora, ne prendono ancora meno; senza calcolare gli aumenti dei costi di produzione, rispetto agli anni novanta. E’ una presa per i fondelli ai danni dei produttori, e un furto ai danni del consumatore finale; il problema è che chi si ingrassa, sono sempre gli stessi!
    E a Roma nessuno fa una mazza; ma cosa ci stanno a fare i sindacati agricoli?

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  3. Ma questo povero consumatore queste pesche le deve per forza pagare 2 euro? Non ci può essere un piccolo vantaggio per lui?
    Nel vino io credo che ci sarà un radioso futuro per quei commercianti che stabiliranno canali di approvvigionamento diretti con i produttori, saltando grossisti/rappresentanti e quant’altro.

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  4. @ Alessandro
    Il prezzo che ho messo dei 2 € da pagare al prosuttore, è del tutto indicativo. Generalmente, direttamente dai produttori, la pesca costa la metà di quello che la si può pagare in un negozio di fruta e verdura. Ti par poco?
    Ciao.

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  5. Purtroppo la mia esperienza è diversa.
    Acquisto frutta e verdura presso un’azienda agricola e settimanalmente faccio la spesa al mercato “Campagna Amica” organizzato dalla Coldiretti(nel mio caso a Grosseto). Sulla sostenibilità e la qualità dei prodotti niente da eccepire, ma i prezzi sono quasi sempre almeno quelli dei negozi della città. Sostengo solamente che si potrebbe fare qualcosa in più per venire incontro al consumatore, ma d’altra parte la lungimiranza non è dote molto comune.

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