Archivi del mese: febbraio 2010

Sangiovese di Romagna ? No grazie.

Lunedì mattina a Faenza al convegno sul Sangiovese di Romagna Giovanni Longo ci ha detto che:

  1. Più della metà degli enotecari da lui intervistati non ha una bottiglia di Sangiovese di Romagna, qualcuno addirittura ne ignorava l’esistenza.
  2. Quelli che ne hanno qualcuna la tengono perchè piace a loro, ma potrebbero tranquillamente farne a meno. In pratica quelle che comprano se le bevono loro.
  3. Nella maggioranza dei casi sugli scaffali hanno una, massimo due referenze.
  4. Quelle che hanno sono quasi sempre le stesse per tutti.
  5. I portali che vendono vino on line, a parte qualche rara eccezione, vendono pochissimo S. di R.
  6. In conclusione siamo un caso abbastanza disperato anzi senza alcuna speranza, è sostanzialmente inutile tentare di fare qualcosa. 

Ringraziamo il Longo per le parole d’incoraggiamento e speriamo che non sia stato pagato per questa bella relazione.

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Vini ad Arte 2010, perchè partecipiamo.

Dopo un anno sabbatico parteciperemo anche noi a Vini ad Arte 2010, evento organizzato per il 5° anno consecutivo dal Convito di Romagna al Museo Internazionale delle Ceramiche in quel di Faenza dal 21 al 22 febbraio prossimi. Ecco quello che Cristina ci ha promesso per essere presenti:

  • la presenza di 1450 giornalisti della stampa specializzata nazionale ed estera, Masnaghetti e Falcone compresi ma Bruno Vespa escluso.
  • la partecipazione di 3250 buyers provenienti da tutto il mondo, in particolare molti sono attesi dal Malawi e dal Botswana dove l’ufficio stampa del Convito ha molto lavorato nelle ultime ore.
  • 25000 inviti per la giornata di lunedì spediti a ristoratori ed enotecari di tutto il comune di Faenza, per i quali sarà allestita una tendopoli presso l’azienda Tremonti. L’ingresso sarà impedito a quelli che hanno Ri.Ba. insolute con i produttori presenti.
  • la presenza di un blogger di riferimento planetario del mondo del vino.
  • la postazione accanto a quella della Giovanna.
  • la fornitura annuale vitalizia di una salmanazar di Albana Passito Riserva.
  • una cena al San Domenico per me e la mia famiglia.

Come fai a rifiutare di fronte a delle proposte del genere ?

L’agricoltura è un hobby per ricchi comunque meglio il porco che la vigna

Gli hobby farmer sono in prevalenza uomini (89 per cento) e pensionati (47,7 per cento), non si fanno (quasi) mai mancare un orto da coltivare nell’88 per cento dei casi, ma non disdegnano neppure le piante da frutto (65 per cento), il vigneto (34,3 per cento) o gli olivi (32,3 per cento).
Si tratta però di una passione che può costar cara, come rilevato in un convegno durante Fieragricola.
Fare l’”agricoltore part time” ha dei costi da affrontare e sostenere, come tutti gli hobby, d’altronde. Naturalmente non ci sono limiti di spesa, ma, a seconda dell’attività che viene svolta, si devono sostenere delle spese…
…Gestire un vigneto, poi, con macchine professionali, comporta una spesa minima di 60mila euro (solo per la vendemmia). E se la passione per l’agricoltura dovesse essere sfrenata e direttamente proporzionale ad un conto in banca a molti zeri, si possono svolgere tutte le fasi della gestione e cura del vigneto con macchine professionali.
Ben più contenuta la spesa per allevare un maiale da macellare a dicembre, prima di Natale, come impone la tradizione. I suini allevati per hobby raggiungono pesi più elevati rispetto a quelli destinati alla macellazione negli stabilimenti industriali: spesso oltre 200 chilogrammi e più di 10-11 mesi di alimentazione, contro i 160 chilogrammi per la filiera del prosciutto. Con spese che possono essere valutate anche in tre euro per chilogrammo di carne realizzato.

Da Teatro Naturale by Ernesto Vania

Lunedì sera mi sono perso…

 Pubblico dal post precedente il commento di Gabriele riguardante una serata con cena fra produttori a cui ero stato invitato e a cui non ho potuto partecipare per la concomitanza di un incontro a cui non potevo mancare. Dalla sua precisa relazione deduco che si siano molto divertiti.

 Lunedì sera un dentista di Faenza appassionato di vino ha invitato alcuni produttori romagnoli (compreso il presidente dell’Ente vini Giordano Zinzani, quello de “il vino si conserva in brik come nel vetro o forse anche meglio” nella nota pubblicità televisiva) e mr. Berti ha declinato. Male! si è perso un “Bottale” ’98 (la riserva del  Domus Caia dell’az. Ferrucci) eccezziunale veramente, il top della serata! Poi un Limbecca ’08 e ’06 di Paolo Francesconi, l’Albana secca ’07 selezione di Marco Bandini (ottima), il Crepe ’08 dei F.lli Montanari di Cà di Sopra, Sangiovese ris. ’06 di Claudio Ancarani (per me la vera sorpresa della serata), Monte Brullo ’07 del sottoscritto (è ancora mooolto indietro), Arcolaio ’07 (Savignon Rosso) di Leone Conti, Colli di Faenza Rosso ’06 di Paolo Monti di Brisighella, Corallo Nero ’06 di Gallegati, e Michelangiolo ’06 di Maurizio Baravelli di Calònga (questo per i vini portati di produttori presenti) poi Sanct Valentin ’97 della Cantina produttori di S.Michele Appiano e il Kerner “Praepositus” ’03 dell’Abbazia di Novacella. Per chiudere un vendemmia tardiva cileno (un pò scarsino) e l’Albana passito riserva ’04 sempre di Gallegati. Che dire, può bastare?

‘Na jurnata ‘e sole

 

…ma basta’na jurnata ‘e sole pe’ pote’ canta’.