Archivi del mese: dicembre 2009

Buon Natale

Adeste fideles,

laeti triunphantes,

venite, venite  in Bethleem!

Natum videte regem angelorum.

Venite adoremus, venite adoremus,

venite adoremus Dominum!

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Un decalogo verde ma fumoso

Ho scoperto ieri, quindi con un ritardo mostruoso, che il Gambero Rosso quest’anno oltre ai soliti tre bicchieri di vetro trasparente ha assegnato anche “I Tre Bicchieri Verdi”. Non entro ovviamente nel merito del valore e della bontà dei vini a cui va il premio, mi limito a dare un’occhiata alle dieci regole fondamentali per ottenerlo:

 

  1. La rinuncia all’utilizzo di prodotti sistemici o ad alto impatto chimico in vigna.
  2. La lavorazione di sole uve coltivate in vigneti di proprietà o in affitto, con l’esclusione di uve acquistate da terzi.
  3. La certezza del controllo di tutte le fasi del processo produttivo da parte del proprietario dell’azienda.
  4. La rinuncia all’utilizzo di prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteristiche fondamentali dei vini prodotti.
  5. Il rispetto per l’ambiente nel quale si opera attraverso la rinuncia totale o prevalente a pratiche invasive, quali l’irrigazione, l’uso di materiali difficilmente biodegradabili, la costruzione di cantine non armonizzabili con il territorio.
  6. L’utilizzo di sistemi di allevamento tradizionali, di vitigni prevalentemente locali, vinificati nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche.
  7. La rinuncia a sistemi di potatura o di vendemmie meccanizzate.
  8. La limitazione dell’uso eccessivo di anidride solforosa.
  9. L’uso parziale o totale di fonti energetiche rinnovabili.
  10. L’uso parziale o totale della lotta biologica contro i parassiti della vite.

Mi sembra che questo decalogo, a parte due o tre punti, sia vago ed anche abbastanza incomprensibile. Per es. cosa vuol dire escludere uve acquistate da terzi ? Cioè se il mio vicino fa un’uva super-ultra-extra-biodinamica non la posso comprare ? Oppure anche il divieto della vendemmia meccanizzata, ma perchè ? Io non l’ho mai fatta ma mi metto nei panni di uno che deve assumere per più giorni una quindicina di vendemmiatori, che tutti i giorni vanno avanti e indietro con le loro macchinine da casa loro fino alla vigna, forse potrebbe anche pensare che il motore di una vendemmiatrice fa meno danni di quelli di quindici macchine. E ancora, diteci chiaramente quali sono i prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteritiche fondamentali ( anche queste quali sono esattamente ?) dei vini prodotti, e infine quali sono a Ravaldino in Monte i vitigni locali e cosa sono le vinificazioni nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche ?

A volte un po’ di chiarezza e un po’ meno fumo farebbe bene a tutti.

 

Mondi sconosciuti

By The Big Picture

Non ci si crede ma accade in Italia, io voglio prendere questa notizia come una possibilità anche per noi.

Un numero inferiore a 1, esattamente 0,76, questa è la percentuale che i vigneti dell’Alto Adige rappresentano sul totale della superficie vitata d’Italia. Un’inezia molto interessante per qualità e spettro d’espressione. Un piccolo universo che va dai 200 a 1000 m. sul livello del mare, da varietà internazionali ad autoctone su 5.306 ettari con suoli molto diversi. Una specie di angolo di paradiso per il vino, non solo in termini di qualità – i vini altoatesini sono tra i più premiati dalle guide in proporzione alla superficie vitata- ma anche per l’elevato reddito dei viticoltori sostenuto sia dai prezzi alti al consumo sia dal pagamento delle uve per la qualità e non la quantità come compenso ad ettaro. Per dare una misura, il reddito/ettaro per i soci della cantina di San Michele Appiano varia da 20.000 euro/ettaro a punte di 40.000 euro/ettaro per uve particolarmente ricercate e di qualità eccellente…

 Clementina Palese dal n.45 dell’Informatore Agrario