Archivi del mese: novembre 2009

I grandi interrogativi di Enologica

  • C’hai un superiore ?
  • Mi han detto che le barrique dopo un anno le buttate via !?
  • Qual’è il tuo cavallo di battaglia ?
  • Un rosso ?!
  • Ma questo è il vino che ha preso i quattro bicchieri d’oro ?
  • Com’è venuto quest’anno il novello ?
  • Ce l’hai un bianco giovane ?
  • Certo che voi di Bertinoro fate dei vini buonissimi !
  • Il barricato lo vendi anche sfuso ?
  • Se vengo in azienda ti trovo sempre, vero ?!
  • Il Calisto quanti anni fa nelle barrique ?
  • Dammi un vino basta che non sappia di botte !

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Help yourself

Ieri sono stato in Toscana non per una gita turistica e al ritorno non ho fatto l’autostrada, noiosa e pericolosa, ma ho valicato l’Appennino per strada normale. Quando ero ormai in vista del Muraglione ho preso a destra per i Tre Faggi e mentre in totale e beata solitudine facevo tutte le mie belle curve questa musica andava perfettamente a tempo con la mia andatura e mi ha felicemente accompagnato fino a casa. La definirei la musica migliore per valicare l’Appennino in novembre.

 

Enologica 2009

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Puntuale come il giorno di Natale arriva Enologica 2009. Anche noi ci saremo, dietro alla nostra postazione preconfezionata, ma calda e accogliente, per fare assaggiare il meglio e il peggio della nostra produzione insieme a un centinaio di altri produttori emiliano-romagnoli. Quest’anno la manifestazione, orfana del partnerariato di Slow Food (se escludiamo un piccolo cameo di Fabio Giavedoni),  contiene comunque incontri e laboratori interessanti anche se forse un po’ meno croccanti dell’anno scorso dove, parlando di Sangiovese di Romagna, ci si è scannati allegramente. Voglio soltanto segnalare, visto che sono cari amici, gli incontri con Fiorenzo Valbonesi sabato 21 alle 19 e con Franco Calini domenica 22 alle 17.

Una pastiglia di antibiotico masticata

Non posso non citare per intero questo post di Rizzari di qualche giorno fa, che ci toglie dalle spalle qualche responsabilità. Di questi tempi non è male per niente !

Ieri un Chianti Classico Isole e Olena 2004 stranamente inespressivo, soprattutto all’olfatto. Disorientamento iniziale, durato pochi secondi. Spiegazione semplice. Di questo Chianti ne ho già bevute un paio di bottiglie, tutte tra il buono e il molto buono. Un solo colpevole, quindi, l’orrido tappo. Che come la maggior parte dei tappi difettosi attuali si è guardato dal dichiararsi esplicitamente: “senti che puzza di muffa grigio-azzurra ammuffita? senti che odoraccio di cartone prima inumidito poi direttamente bagnato, infine innaffiato regolarmente? senti – se ti ritieni un esperto – quanto tricloroanisoleggio? Sono io, il tappo”.

Eh no, sarebbe troppo facile. Oggi si riesce a strozzare la voce del tappo difettoso, che perciò risulta molto più pericoloso, perché si “limita” subdolamente a sabotare il carattere originario del vino, nascondendosi.

La morale è semplice: se un vino nuovo non vi piace, oppure se avete sempre apprezzato un rosso e una certa sera non riuscite a riconoscerlo, prima di depennarlo dai vostri acquisti futuri considerate l’eventualità di un tappo nascosto. A noi durante gli assaggi per la guida càpita sempre più spesso. Una dritta finale: di solito il tappo subdolo mostra appena il suo volto deforme nel finale, segnando il vino con un gusto amaro pronunciato. Se un vino vi lascia il sapore di una pastiglia di antibiotico masticata, in molti casi non è il caso di prendersela con il produttore.

Fabio Rizzari