Zolfo a go-go

I 60 mm d’acqua piovuti in questi giorni sono stati una mano santa soprattutto per la vigna nuova piantata quest’inverno, che al momento è bella florida ma che aveva necessità di una rinfrescata. In compenso, come però è normale in questo periodo, l’oidio sta spingendo niente male, aiutato tanto dall’alta umidità, e nonostante le abbondanti dosi di zolfo, sia bagnabile sia in polvere, qualche chicco in giro col simpatico fungo c’è. L’uva comunque è bella e sana e ha mantenuto l’anticipo che aveva all’inizio della stagione, cioè almeno 15 giorni rispetto alla media e ci sono già molti grappoli che hanno serrato gli acini: questo vantaggio se la stagione non andrà caldissima si rivelerà sicuramente positivo data l’epoca tardiva di maturazione del sangiovese, diversamente potrebbe essere che alla fine di agosto o ai primissimi di settembre occorra iniziare a vendemmiare. Chi vivrà vedrà.

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3 risposte a “Zolfo a go-go

  1. Mi piacerebbe vedere qualche esempio pratico (foto) di acini e foglie attaccati dalle varie patologie, nello specifico l’oidio.
    E’ possibile?

    Luk

  2. Scusa, non avevo visto che avevi già fatto!
    Passiamo alla Peronospera?
    🙂
    Luk

  3. Ciao Stefano, come va?
    Al mare come oidio siamo molto fortunati: sarà per la ventilazione costante, o per qualche accidente che c’è nell’aria, ma al Luogaccio non si è mai visto… forse faremo il primo trattamento la prossima settimana… diverso quando avevamo la vigna a ridosso delle saline di Comacchio, ovviamente…
    Ho appena calcolato le sommatorie termiche: qui siamo al al 26 giugno 2006 su un valore di 591 °C.
    Com’è stato quest’anno a Bagnacavallo? Volevo partecipare alle degustazione comparata dei Lambruschi… ma, anche per colpa di Luk 😉 sono andato al TigullioVino Meeting…
    Con la vendemmia 2006 ho iniziato la produzione di Fortana “surlie” 2006… ne ho appena stappata una bottiglia, credo sarà la via che percorreremo nei prossimi anni…
    Interessante il discorso sulla potatura… noi, a dire il vero, ci affidiamo ai vecchietti che potano da una vita… i rimandi li lasciamo con una frequenza di circa il 15%, mentre li sfruttiamo davvero molto raramente l’inverno successivo… da noi malattie ce ne sono davvero poche, ma credo sia dovuto molto al fatto che comunque la zona, dal punto di vista viticolo, è piuttosoto isolata dal resto della regione… abbiamo invece “scoperto” come metodo di propagazione la propaggione semplice, davvero molto redditizia sulla sabbia, magari a breve vedo di pubblicare sul blog qualche foto…
    Buon lavoro!

    Mirco

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