Archivi del mese: gennaio 2007

Quando il marketing sa di tappo!

Sabato 27 gennaio 2007, a Faenza, presso la Sala Convegni della Banca di Romagna in Via P. Costa n.3 ci sarà una giornata di confronto sull’identità del Sangiovese di Romagna ( e altro) dal titolo “Romagna lingua madre”. Alla mattina dalle 10 ci saranno interventi di Fabio Giavedoni, Giorgio Melandri,Gianni Fabrizio, Remo Cappelloni, Paolo Zaccaria e Ernesto Gentili. Alle 13 pranzo all’Osteria della Sghisa e al pomeriggio dalle 15 interventi di Roberto Rondinelli, Cristina Geminiani, Giancarlo Mondini, Elena Pantaleoni e Guido Tampieri. Dalle 17 aperitivo e degustazione libera dei vini portati dai produttori presso il cortile de “La Baita” da Robertone in Via Naviglio.

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Impressioni di….

Giovedì sera ci siamo ritrovati a Cesena, a casa di Fiorenzo Valbonesi, architetto e progettista di cantine e non solo, per una cena fra amici e per assaggiare un po’ di vini. Ognuno ha portato una bottiglia che è stata bevuta alla cieca e questo è l’elenco dei vini con qualche commento espresso da alcuni partecipanti alla serata.                                  

  1. Azienda Agricola Calonga, Sangiovese di Romagna DOC Superiore Riserva Michelangiolo 2000. Quello che si dice un sangiovese con le palle ancora nel pieno della sua forza.
  2. Castello di Ama L’Apparita 1998. Un merlot bello pieno, con una nota balsamica che sembrava una Fischermann, che “forse” non vale i cento euro che costa.
  3. Azienda Agricola Castelluccio, IGT Sangiovese Ronco dei Ciliegi 2000. All’inizio qualcuno l’aveva preso per uno syrah, comunque è uscito benissimo, molto piacevole.
  4. Arnaldo Caprai, Sagrantino di Montefalco DOCG 25 anni 2003. Il più gettonato per un ipotetico primo posto. L’unico difetto la gioventù.
  5. Firriato Sicilia Rosso Harmonium 2003. Un nero d’avola fra i migliori con le classiche cicciosità ovunque che lo fanno il vino classico per i tre bicchieri.
  6. Oneus 2004 un malbec argentino di cui non ricordo il nome dell’azienda.
  7. Palacio de Otazu, Spagna, Navarra, Altar 2004. Un taglio 80% cabernet sauvignon e 20% merlot. Insieme all’argentino è il vino che ha meno impressionato probabilmente per l’origine provinciale e l’ignoranza enologica dei partecipanti alla serata.

Alla fine i vari cru di nocino prodotti da Fiorenzo hanno spazzato via tutto lasciando solo queste vaghe impressioni.

Weather report

Di solito non mi preoccupo mai se fa troppo freddo o troppo caldo quando ci si dovrebbe aspettare il contrario, e non credo che le temperature di questo periodo, molto al di sopra delle medie stagionali, siano il segno di una imminente desertificazione della Romagna. Oggi nel campo a piantar viti si stava benissimo, solo che se va avanti così ci troveremo le piante già germogliate a febbraio e allora davvero non so se ci troveremo mai ad assaggiare i vini dell’annata 2007.

Lavori in corso



L’inizio del nuovo anno è sempre un periodo denso di lavori da fare. In cantina ci sono da preparare gli assemblaggi, cioè i “tagli”, del Ravaldo e del Calisto 2006, quindi travasi, spostamenti di barriques, lavaggi e poi bisogna mettere nei cartoni tutte le bottiglie di Calisto 2005 e fare i bancali da mettere in magazzino. Nelle vigna stiamo andando avanti con la potatura, siamo a buon punto, cioè oltre la metà, ma visto che siamo in due è meglio darsi da fare, che significa sfruttare tutte le giornate in cui è possibile lavorare all’aperto. Stiamo anche piantando 1/2 ettaro di vigna nuova, naturalmente Sangiovese: avevamo già sistemato i pali alla fine del 2006, adesso stiamo terminando di piantare le viti, poi metteremo fili, tutori, braccetti mobili e tendifilo. Oltre a queste cose ci sono da fare( per fortuna !) un po’ di consegne a cui nel limite del possibile provvedo personalmente e poi per non farci mancare niente ci sono da seguire e chiudere alcune questioni burocratico-amministrative che ti fanno perdere un sacco di tempo, con scarsi risultati pratici. Spero, anzi sono certo, che tutto questo affannarsi porterà a qualcosa di buono.