Parole d’ordine

Quando ho iniziato nel 2000 a fare vino da imbottigliare la cosa fondamentale era produrre dell’ottima uva perchè da quella avremmo fatto un ottimo vino, quindi potature corte, diradamenti, raccolte con maturazioni perfette, analisi, consulenze esterne, etc… tutte le energie dovevano andare lì. Al Vinitaly facevi assaggiare il vino e magicamente ti dicevano.” Ne voglio 600… ne voglio 1200…” e via così. Neanche il tempo di capire dove eri finito, che dopo tre anni la parola d’ordine cambiò e divenne : commercializzare. Quindi ci volevano le persone giuste, dei professionisti che conoscevano il mercato e i suoi segreti e che ti avrebbero permesso di vendere tranquillamente tutta la tua produzione, naturalmente dovevi dargli il 15% sul venduto, ma questi sono particolari irrilevanti. Fai appena in tempo a capire che in tutto questo traffico tu sei quello che rischia di più e in proporzione guadagna meno, che di nuovo come d’incanto la parola d’ordine diventa un’altra: comunicare.

Sarebbe bello a questo punto sapere anche cosa, come, quando, a chi e dove.

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