Archivi del mese: dicembre 2006

Natale 2006

” La nascita di Gesù Cristo avvenne così: Maria, sua madre, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla segretamente. Mentre egli rifletteva su questo, ecco un Angelo del Signore, gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchè colui che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo. Essa darà alla luce un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perchè sarà lui che salverà il popolo suo dai suoi peccati. E tutto questo avvenne affinchè s’adempisse quello che era stato annunziato dal Signore per mezzo del profeta che disse: Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio e lo chiameranno col nome di Emmanuele, che vuol dire, Dio con noi. Giuseppe svegliatosi fece come l’Angelo aveva ordinato, e prese la sua moglie con sè.

E senza che l’abbia conosciuta, diede alla luce un figlio, e lo chiamò Gesù. ( Matteo 18-25)

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Parole d’ordine

Quando ho iniziato nel 2000 a fare vino da imbottigliare la cosa fondamentale era produrre dell’ottima uva perchè da quella avremmo fatto un ottimo vino, quindi potature corte, diradamenti, raccolte con maturazioni perfette, analisi, consulenze esterne, etc… tutte le energie dovevano andare lì. Al Vinitaly facevi assaggiare il vino e magicamente ti dicevano.” Ne voglio 600… ne voglio 1200…” e via così. Neanche il tempo di capire dove eri finito, che dopo tre anni la parola d’ordine cambiò e divenne : commercializzare. Quindi ci volevano le persone giuste, dei professionisti che conoscevano il mercato e i suoi segreti e che ti avrebbero permesso di vendere tranquillamente tutta la tua produzione, naturalmente dovevi dargli il 15% sul venduto, ma questi sono particolari irrilevanti. Fai appena in tempo a capire che in tutto questo traffico tu sei quello che rischia di più e in proporzione guadagna meno, che di nuovo come d’incanto la parola d’ordine diventa un’altra: comunicare.

Sarebbe bello a questo punto sapere anche cosa, come, quando, a chi e dove.

Enotecari e ristoratori morosi

Fra i clienti che abbiamo un 60 % paga regolarmente, il rimanente 40 % paga a 120 gg, 180 gg, 240 gg ed anche a 360 gg, tanto per non farci mancare niente: in pratica è la sagra dell’assegno post datato. Noi i nostri fornitori li paghiamo a 30 gg, 60 gg e 90 gg quando va grassa e guai a sgarrare. Questo malcostume è sicuramente frutto della calata di braghe dei rappresentanti nel momento in cui il mercato ha smesso di tirare, di alcuni grossi produttori che pur di non rimanere bottiglie in cantina hanno svenduto e fatto da banca ai clienti, ma soprattutto di enotecari e ristoratori (il 40%) che non sapendo fare il loro mestiere hanno iniziato a fare la politica del ” se mi vuoi vendere il vino le condizioni le faccio io se no ciao, che di vino come il tuo ne trovo quanto ne voglio”.

Francamente non è bello.