Perché ci ostiniamo ancora ad usare le etichette a colla e non adoperiamo invece quelle adesive ?
Primo perché il costo è notevolmente inferiore, che coi chiari di luna attuali sarebbe già un’ottima ragione, e secondo perché stampare etichette adesive implica uno spreco di carta mostruoso : se andate in una tipografia dopo una stampa di adesive vedete da una parte i due o tre rotoli con le etichette e di fianco una montagna enorme di carta da buttare. Purtroppo l’uso della colla implica il fatto che quando si prendono in mano le bottiglie con le etichette appena messe per sistemarle queste facilmente si possono muovere o nel peggiore dei casi rompersi, alcune le vediamo e le mettiamo da parte, altre ci sfuggono.
Quindi se per caso trovate qualche nostra bottiglia con l’etichetta storta o rovinata non lamentatevi, stiamo solo cercando di tenere i prezzi più bassi possibile sprecando meno carta possibile, per una volta considerate che l’abito non fa il monaco, e poi potete sempre raccontare che voi anche comprando una bottiglia di vino avete un occhio per l’ambiente, insomma siete eno-eco-compatibili.
Erano anni ormai che aspettavo l’occasione giusta.
Mi dicevo: quando starà a te dovrai dirlo anche tu, sei obbligato a dirlo, lo devi fare per tutta la categoria dei produttori, devi farti coraggio e dirlo, tutti se lo aspettano!
E invece come un rammolito qualunque, vigliaccamente, senza un briciolo d’onore, nell’intervista di ieri al Resto del Carlino, alla fatidica domanda su come sarà la vendemmia 2009 non ho detto la fatidica frase: ” sarà la vendemmia del secolo“.
Ma visto che l’inflazione è a zero, come nell’anno di grazia 1959, allora fra pochi anni sarà boom economico, come nei fantastici anni sessanta, e venderemo tanto vino ?
“…Per diversi comparti agricoli, inparticolare quelli basati su commodity, l’imprenditore può fare ben poco per modificare i prezzi dei propri prodotti: questi sono stabiliti dai mercati internazionali e non ci si scappa. Ma per coloro che operano in nicchie più o meno grandi di mercato, che realizzano prodotti differenziati o specialità alimentari, in effetti qualche margine di manovra sui prezzi c’è, soprattutto se l’imprenditore in questione ha fatto la scelta di accorciare almeno in parte la filiera. In questi casi il consiglio è di cercare di non abbassare i prezzi. Potrà sembrare un’affermazione controcorrente: in periodo di crisi, infatti, si suggerisce di venire incontro alle ridotte capacità di spesa dei consumatori diminuendo i prezzi e cercando di acquistare nuove quote di mercato. In realtà, quasi mai il taglio dei prezzi porta a conseguenze positive per il produttore agricolo. La mossa viene spesso imitata dai concorrenti più prossimi con il risultato che tutti perdono una quota dei profitti senza aumentare i volumi di vendita. Inoltre il sacrificio del produttore agricolo a volte non viene neanche percepito dal consumatore finale, in quanto il valore cui rinuncia l’agricoltore è incamerato dai successivi passaggi della filiera. Infatti nel caso dei prodotti agroalimentari di alto pregio, occorre difendere un principio generale: la qualità costa a chi la fa e, di conseguenza, va fatta pagare al consumatore. Chi sceglie la strada della qualità ne deve essere assolutamente consapevole. Vendere a basso prezzo i migliori prodotti della tradizione agroalimentare italiana è un crimine: si fa del male ai bilanci della propria azienda e al made in Italy nel suo complesso…”
Cosa non si racconta per vendere due bottiglie in più di vino, manca giusto la musica e poi siamo a posto. Qui davvero il marketing si fa raffinatissimo !
Andate a vedere su winedating.it questo è solo un assaggio:
“ I 5 SENSI PER CONQUISTARE AL PRIMO INCONTRO
Il segreto per conquistare al primo incontro o per catturare il suo cuore senza paura di fallire? Semplice, coinvolgi e conquista i suoi sensi. Come un buon vino sa catturare tutti e 5 i sensi, cosìbisogna fare nel corteggiamento:
IL TATTO: stringi la mano della persona che ti sta di fronte, soffermati a sfiorare la sua pelle e condividi un’emozione tattile forte, come il brivido al contatto con un bicchiere ghiacciato di spumante.
L’UDITO: cerca di usare un tono di voce caldo e soprattutto impara ad ascoltare.Usa la voce per cullare, per suscitare emozioni e scegli il momentogiusto per bisbigliare al suo orecchio, come fanno le bollicine di un ottimo Chardonnay.
LA VISTA: guardare negli occhi la persona che ti sta di fronte è il primo passo,ma non ti soffermare a quello. catturaloStuzzica il suo sguardo, giocaci e catturalo , come fanno le sfumature di un Rosè, in modo che non abbia occhi che per te.
L’OLFATTO: l’odore della pelle è spesso sottovalutato, ma è importantissimo nel gioco della seduzione. Scegli con attenzione il profumo, mai esagerare e mai sceglierne uno che non si sposi con il tuo odore naturale. Lasciati scoprire con l’olfatto come si fa con un ottimo Custoza
IL GUSTO: per arrivare al suo cuore è un senso che non si può trascurare. Prova ad appoggiare le labbra sulla sua mano e “sentine” il gusto come fai quando assapori un vino importante, come un Merlot, per capire se siete veramente “compatibili”…”
Il mio amico Valerio si lamenta perchè dice che se mette il nome ( otto rintocchi) del suo vino su google una delle prime pagine che appare è quella di questo sito. Per consolarlo gli pubblico la foto della bottiglia, in cambio però voglio anch’io un’intervista come quella che gli ha fatto Laura Rangoni sul blog dell’Espresso.