Azienda Agricola Stefano Berti

L’agricoltura è un hobby per ricchi comunque meglio il porco che la vigna

6 febbraio, 2010 · 3 commenti

Gli hobby farmer sono in prevalenza uomini (89 per cento) e pensionati (47,7 per cento), non si fanno (quasi) mai mancare un orto da coltivare nell’88 per cento dei casi, ma non disdegnano neppure le piante da frutto (65 per cento), il vigneto (34,3 per cento) o gli olivi (32,3 per cento).
Si tratta però di una passione che può costar cara, come rilevato in un convegno durante Fieragricola.
Fare l’”agricoltore part time” ha dei costi da affrontare e sostenere, come tutti gli hobby, d’altronde. Naturalmente non ci sono limiti di spesa, ma, a seconda dell’attività che viene svolta, si devono sostenere delle spese…
…Gestire un vigneto, poi, con macchine professionali, comporta una spesa minima di 60mila euro (solo per la vendemmia). E se la passione per l’agricoltura dovesse essere sfrenata e direttamente proporzionale ad un conto in banca a molti zeri, si possono svolgere tutte le fasi della gestione e cura del vigneto con macchine professionali.
Ben più contenuta la spesa per allevare un maiale da macellare a dicembre, prima di Natale, come impone la tradizione. I suini allevati per hobby raggiungono pesi più elevati rispetto a quelli destinati alla macellazione negli stabilimenti industriali: spesso oltre 200 chilogrammi e più di 10-11 mesi di alimentazione, contro i 160 chilogrammi per la filiera del prosciutto. Con spese che possono essere valutate anche in tre euro per chilogrammo di carne realizzato.

Da Teatro Naturale by Ernesto Vania

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Lunedì sera mi sono perso…

5 febbraio, 2010 · 4 commenti

 Pubblico dal post precedente il commento di Gabriele riguardante una serata con cena fra produttori a cui ero stato invitato e a cui non ho potuto partecipare per la concomitanza di un incontro a cui non potevo mancare. Dalla sua precisa relazione deduco che si siano molto divertiti.

 Lunedì sera un dentista di Faenza appassionato di vino ha invitato alcuni produttori romagnoli (compreso il presidente dell’Ente vini Giordano Zinzani, quello de “il vino si conserva in brik come nel vetro o forse anche meglio” nella nota pubblicità televisiva) e mr. Berti ha declinato. Male! si è perso un “Bottale” ‘98 (la riserva del  Domus Caia dell’az. Ferrucci) eccezziunale veramente, il top della serata! Poi un Limbecca ‘08 e ‘06 di Paolo Francesconi, l’Albana secca ‘07 selezione di Marco Bandini (ottima), il Crepe ‘08 dei F.lli Montanari di Cà di Sopra, Sangiovese ris. ‘06 di Claudio Ancarani (per me la vera sorpresa della serata), Monte Brullo ‘07 del sottoscritto (è ancora mooolto indietro), Arcolaio ‘07 (Savignon Rosso) di Leone Conti, Colli di Faenza Rosso ‘06 di Paolo Monti di Brisighella, Corallo Nero ‘06 di Gallegati, e Michelangiolo ‘06 di Maurizio Baravelli di Calònga (questo per i vini portati di produttori presenti) poi Sanct Valentin ‘97 della Cantina produttori di S.Michele Appiano e il Kerner “Praepositus” ‘03 dell’Abbazia di Novacella. Per chiudere un vendemmia tardiva cileno (un pò scarsino) e l’Albana passito riserva ‘04 sempre di Gallegati. Che dire, può bastare?

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‘Na jurnata ‘e sole

3 febbraio, 2010 · 5 commenti

 

…ma basta’na jurnata ‘e sole pe’ pote’ canta’.

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Tipi e personaggi (Persichetti docet)

30 gennaio, 2010 · 4 commenti

Produttori di vino ce ne sono un po’ di di tutti i tipi.

 Quello che vai a trovare perché ha molto da dire (ma non per forza fa un vino buono).

 Quello che vai a trovare perché fa un vino buono ma non ha niente da dire (ed è un bel mistero).

 Quello che se Dio vuole fa vino buono e ha cose da raccontare.

 E poi ci sono i personaggi.

 Quelli che almeno una volta nella vita devi incontrare, perché vanno oltre il tempo e oltre le mode.

 Perché forse loro stessi fanno parte del tempo.

By Alessandro Masnaghetti Enogea on line

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…al momento non è raggiungibile.

27 gennaio, 2010 · 2 commenti

Oggi, causa forti nevicate, il sindaco di Forlì con un’ordinanza ha chiuso scuole, vigne e cantine.

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Un buon incipit

18 gennaio, 2010 · 5 commenti

La settimana comincia con dei bonifici di clienti sul conto corrente e con un gradito e a lungo  atteso ordine dal Giappone, direi quindi tutto sommato bene, ma nonostante questo non prenderemo l’aereo per farci una lunga vacanza ai tropici visto che le cose da fare sono una marea. In primis fra dieci giorni viene il camion per l’imbottigliamento del Calisto 2008 e del Suppergiù 2009 per cui occorre fare in modo che per quel giorno tutto sia regolato a puntino: intanto ci toccherà alzare la temperatura delle vasche visto che al momento viaggiano sui 4° e non è il massimo per andare in bottiglia e poi  ci devono ancora consegnare le etichette e le capsule: mi auguro che non aspettino l’ultimo giorno utile per mandarcele come altre volte purtroppo è successo alzando inutilmente il livello di stress del sottoscritto. Di solito il Calisto è sempre andato in bottiglia prima di Natale ma quest’anno abbiamo aspettato un mese in più per poter imbottigliare contemporaneamente e con un buon anticipo il Suppergiù 2009 che in questo millesimo ci è parso particolarmente buono e quindi meritevole di qualche attenzione in più rispetto al solito. Così facendo speriamo infatti di mantenere in questo chardonnay i toni fruttati, floreali e aromatici che ci hanno colpito positivamente in questi mesi di affinamento. Ovviamente per svolgere tutta l’operazione occorre mettere nei cartoni e spostare in un altro magazzino tutto il Ravaldo 2008 dell’ultimo imbottigliamento per cui sospenderemo  “l’arioso e selvaggio”   lavoro di potatura per intraprendere quello “buio e polveroso” di facchinaggio.

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Va dove ti porta il biologico

8 gennaio, 2010 · 16 commenti

Cosa si fa in azienda quando in vigna non si combina niente per il ghiaccio e la neve ? Ci sarebbero per esempio tutti quei lavoretti in cantina che vengono sempre rimandati perchè ce ne sono sempre altri di più urgenti, ma col freddo che fa non c’è molta voglia di mettere i piedi negli stivali e le mani a mollo nell’acqua. Si potrebbero sistemare in ufficio tutte le scartoffie relative al vecchio anno e prepararsi ad accogliere quelle nuove però… abbiamo tutto un anno davanti ! Quindi una cosa che ho fatto per rimanere in questo clima gelido e ovattato è stato leggermi “Shining” di Stephen King, così giusto per restare in tema, poi mi sono fatto un giro nel web per leggermi un po’ di bilanci e di sani propositi per l’anno nuovo. Ce ne sono tanti ma per me il più interessante è quello dell’esimio collega Paglia, eccelente produttore di Morellino e tanto altro in quel di Grosseto, che in questo bilancio-rilancio traccia le linee di sviluppo non solo per la sua azienda ma purtroppo, volenti o nolenti, anche per tutti i produttori che vogliono restare sul mercato del vino in questo momentaccio. I punti fondamentali del post di Paglia sono:

  • aumento a due cifre del fatturato ( che vuol dire che hanno lavorato veramente bene)
  • conversione al biologico ( questo sì che  è essere trendy per assecondare le richieste del pubblico pagante)
  • piante in equilibrio in grado di produrre più freschezza e meno concentrazione ( quest’anno non c’è stato un giornalista o una guida che non abbia usato questi termini per parlar bene di un vino)
  • espansione dei vigneti in affitto ( vendendo molto giustamente si allarga)
  • attività di distribuzione e di rapresentanza di altri vini ( qui veramente Paglia ha quadrato il cerchio, tanto di cappello)

A questo punto altro non si può dire se non : Giampaolo se ti manca del vino facci una telefonata!

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Per ben cominciare…

1 gennaio, 2010 · 1 commento

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Buon Natale

24 dicembre, 2009 · Lascia un commento

www.lascarabattola.it

Adeste fideles,

laeti triunphantes,

venite, venite  in Bethleem!

Natum videte regem angelorum.

Venite adoremus, venite adoremus,

venite adoremus Dominum!

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Un decalogo verde ma fumoso

13 dicembre, 2009 · 13 commenti

Ho scoperto ieri, quindi con un ritardo mostruoso, che il Gambero Rosso quest’anno oltre ai soliti tre bicchieri di vetro trasparente ha assegnato anche “I Tre Bicchieri Verdi”. Non entro ovviamente nel merito del valore e della bontà dei vini a cui va il premio, mi limito a dare un’occhiata alle dieci regole fondamentali per ottenerlo:

 

  1. La rinuncia all’utilizzo di prodotti sistemici o ad alto impatto chimico in vigna.
  2. La lavorazione di sole uve coltivate in vigneti di proprietà o in affitto, con l’esclusione di uve acquistate da terzi.
  3. La certezza del controllo di tutte le fasi del processo produttivo da parte del proprietario dell’azienda.
  4. La rinuncia all’utilizzo di prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteristiche fondamentali dei vini prodotti.
  5. Il rispetto per l’ambiente nel quale si opera attraverso la rinuncia totale o prevalente a pratiche invasive, quali l’irrigazione, l’uso di materiali difficilmente biodegradabili, la costruzione di cantine non armonizzabili con il territorio.
  6. L’utilizzo di sistemi di allevamento tradizionali, di vitigni prevalentemente locali, vinificati nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche.
  7. La rinuncia a sistemi di potatura o di vendemmie meccanizzate.
  8. La limitazione dell’uso eccessivo di anidride solforosa.
  9. L’uso parziale o totale di fonti energetiche rinnovabili.
  10. L’uso parziale o totale della lotta biologica contro i parassiti della vite.

Mi sembra che questo decalogo, a parte due o tre punti, sia vago ed anche abbastanza incomprensibile. Per es. cosa vuol dire escludere uve acquistate da terzi ? Cioè se il mio vicino fa un’uva super-ultra-extra-biodinamica non la posso comprare ? Oppure anche il divieto della vendemmia meccanizzata, ma perchè ? Io non l’ho mai fatta ma mi metto nei panni di uno che deve assumere per più giorni una quindicina di vendemmiatori, che tutti i giorni vanno avanti e indietro con le loro macchinine da casa loro fino alla vigna, forse potrebbe anche pensare che il motore di una vendemmiatrice fa meno danni di quelli di quindici macchine. E ancora, diteci chiaramente quali sono i prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteritiche fondamentali ( anche queste quali sono esattamente ?) dei vini prodotti, e infine quali sono a Ravaldino in Monte i vitigni locali e cosa sono le vinificazioni nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche ?

A volte un po’ di chiarezza e un po’ meno fumo farebbe bene a tutti.

 

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